La rivoluzione nel pane parte 2: il caciobab

Pane, companatico e innovazione: due sfide gustose e vicine nel segno della bontà.

Capitolo 2: il caciobab

Abbiamo parlato, nel primo pezzo, del trapizzino, ma poco più a Sud, nel cuore del Vallo di Diano, e più precisamente a Sassano, c’è un’altra sfida gastronomica che merita di essere menzionata: il caciobab, il prodotto di punta del progetto “Kecacio”.

L’idea è semplice quanto geniale, qualità che condivide con il Trapizzino. Si prende uno dei prodotti più buoni dell’intera Campania, ovvero il caciocavallo, di cui Sassano produce una qualità tipica e speciale allo stesso tempo, e lo si serve in una delle forme più iconiche dell’ultima utenza enogastronomica, quella del cilindro che gira tipico del kebab.

Da qui deriva appunto sia il nome del progetto che il nome del prodotto, nati nel 2015 da un’idea di Angelo e Sara: Sara Calandriello, grande appassionata di cucina, da sempre stimolata dalla voglia di sperimentare, alla ricerca del gusto fine e raffinato, ha messo nel caciobab tutta la sua esperienza e passione; Angelo Ricciardone, ricercatore di professione, ha messo una continua ricerca di nuove idee nella realizzazione e nella cura di questo progetto.

Frutto di prove, di discussioni, di sperimentazioni, di collaborazioni, di attese ma soprattutto di concretezza, di passione e anche di un pizzico di follia. Giorni e giorni passati a pensare al suo nome, alla sua forma, a come renderlo unico, a come esaltare il suo gusto. Dare al caciobab la forza della tradizione e allo stesso l’intensità dell’innovazione.

E alla fine il prodotto è arrivato, e si sta sempre più espandendo, anche fuori dalla Campania, conquistando prestigiosi palchi internazionali come il “Salòn de Gourmets” di Madrid.

Al momento il caciobab è disponibile, in tutti i locali che hanno scelto di farlo gustare ai loro clienti, in quattro squisite varianti: classico, senza altra aggiunta che la bontà del caciocavallo di Sassano; con i peperoni cruschi, incontrando le tipicità lucane; con salame; e infine con pancetta.

Anche il pane è speciale, dedicato apposta al caciobab e con un nome tutto suo “cacio pan”, anche in questo caso frutto di sperimentazioni e di un ottimo connubio tra tradizione e innovazione.

La commercializzazione sta procedendo spedita e al momento è possibile degustarlo a Sassano, Potenza, in provincia e di Cosenza e a Torino. Sul sito ufficiale del caciobab si può trovare l’indirizzo dei locali.

Caciobab e Trapizzino: la rivoluzione nasce dalla semplicità!

L’inguaribile viaggiatore Modestino Picariello
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