Summonte
Summonte

Borghi più belli d’Italia: l’Irpinia cala il pokerissimo

Con l’arrivo di Summonte, sono 5 i comuni della provincia a godere del prestigioso riconoscimento

Solo pochi giorni fa c’è stata l’attesa premiazione: Summonte entra a far parte dell’esclusivo club dei borghi più belli d’Italia, fondato dall’ANC, l’associazione nazionale dei comuni italiani.

Al Comune irpino, guidato dal primo cittadino Pasquale Giuditta, è stata riconosciuta l’integrità del tessuto urbano, l’armonia architettonica, la vivibilità, la qualità artistico-storica del patrimonio edilizio pubblico e privato, i servizi al cittadino. Con questi parametri, l’ambito riconoscimento è stato più che meritato.

Soddisfatto il Sindaco Pasquale Giuditta che ha dichiarato: “Questo riconoscimento è arrivato dopo un duro e difficile lavoro avviato da diversi anni e, con l’ingresso del nostro Comune nella rete dei Borghi più belli d’Italia, è stato attestato il lavoro di promozione, valorizzazione, tutela e azione di sviluppo della nostra area. – ha spiegato Giuditta – È per Summonte un’occasione straordinaria. La qualità della vita è al centro ed è un risultato che con grande emozione ed orgoglio abbiamo avuto.
Questo riconoscimento ci vede tutti protagonisti uniti per affrontare una nuova sfida. Non è un punto di arrivo ma un punto di partenza. Un riconoscimento che premia Summonte ma anche il Partenio e l’intera Irpinia”.

Ma Summonte non è l’unico borgo irpino a fregiarsi di questo premio: accanto alla ormai antica e tradizionale Nusco, negli ultimi anni altri tre comuni sono entrati a far parte di questa elite di bellezza. Stiamo parlando di Savignano Irpino, Zungoli e Monteverde. Quindi in totale i comuni irpini sono ben 5, rendendo la provincia una delle più celebrate di tutto il Sud. A questo si aggiunge anche la vittoria di Monteverde, un paio di anni fa, del concorso di comune più bello d’Italia indetto dal programma “Alle falde del Kilimangiaro” (in finale sconfisse un altro comune campano, Atrani).

Tutto bene allora? No, decisamente no. Se da una parte questi riconoscimenti valgono doppio perché arrivano in una provincia che sembra aver scientemente scelto di non avere una vocazione turistica fissa e persistente, dall’altra le stesse parole del sindaco Giuditta preoccupano.

Riconoscimenti del genere non dovrebbero essere lo spunto per ambire a qualcosa di più, ma la conclusione di un percorso che già c’è, invece mancano ancora le basi attrattive tali da meritare nel tempo certificazioni del genere. E intanto l’Irpinia continua a spopolarsi in uno stillicidio oramai decennale. Sempre più belli ma sempre più isolati e sempre più soli-. È questo il destino che attende gli irpini?

L’inguaribile viaggiatore Modestino Picariello
inguaribile.viaggiatore(at)yahoo.it

 

 

.