Ercolano

A spasso per Ercolano

A spasso per l'area archeologica di Ercolano

Salve inguaribili viaggiatori,
oggi volevo segnalarvi Ercolano, che anche se più piccola, è sicuramente meglio organizzata della sua vicina più famosa, Pompei.

Ercolano (nome che fa derivare le sue origini da una mitica fondazione dovuta ad Eracle) col suo parco archeologico merita sicuramente, in ogni caso ben più di una visita.

La posiziona climaticamente migliore di Ercolano, le permette un rischio assai minore di frane e crolli e la grandezza “ridotta”, oltre ad alcune particolarità che vedremo tra poco, hanno creato un unicum del suo genere nei parchi archeologici d’Italia.

Ma è giusto partire da una breve cronistoria: nella famosa notte del 79 d.c. l’eruzione del Vesuvio copri un’area vastissima. La più vicina Pompei fu letteralmente arsa dalla lava incandescente mentre Ercolano, più lontana, fu la prima ad essere devastata dalla montagna di cenere e lapilli (si calcola sia stata sotterrata per addirittura sedici metri).

La cenere ha azzerato il tasso di ossigeno presente nell’aria garantendo una conservazione ottimale di tutti i resti organici (scheletri ed ossa varie,   pezzi di cibo, piante, alberi, vestiti, strutture, perfino una barca intera, ma soprattutto papiri che ancora oggi non smettono di regalare meraviglie) che è stata impresa impossibile a Pompei, al contrario di quanto accaduto nella parte monumentale.

Quando parlavo di organizzazione di Ercolano, mi riferivo alla disposizione e catalogazione del materiale disponibile, oltre che alle possibilità (con costi più limitati) del restauro che, durante la visita, ha chiuso l’accesso alla famosa “Villa dei Papiri”, patrimonio filologico ed epicureo del mondo che, contrario alla pratica del “late biosas” (“vivi di nascosto”), fa risorgere l’ultimo Epicuro per noi possibile, quello delle parole e dei testi conservati di Filodemo di Gadara.

Ma veniamo ad alcune cifre: dei 20 ettari originari della città antica di Ercolano, che contenevano circa 4000 persone, oggi sono stati riportati alla luce circa 4,5 ettari, che bastano per dimostrare innanzitutto una profonda e continua opera di restaurazione anche in epoca romana, ma soprattutto la lottizzazione regolare dell’abitato, diviso, nella parte a noi conosciuta, in tre cardi e due decumani.

Dall’entrata principale si accede al Cardo III inferiore, osservando subito a destra la splendida “casa di Aristide”, da lì il giro può proseguire secondo i più diversi itinerari, con l’aiuto dell’ottimo servizio informativo (mappa e brochure) disposto dalla soprintendenza archeologica.

Se devo dare una preferenza, le Terme Machili e Femminili e la Casa di Nettuno e Anfitrite sono il massimo per gli occhi, la Sede degli Augustali il massimo per la cultura.

Spazio per i più piccoli. A pochi minuti dal parco archeologico c’è il MAV (Museo Archeologico in Italia), dove poter rivivere in 3D l’eruzione del Vesuvio e soddisfare mille curiosità (sito internet: www.museomav.it).

L’inguaribile viaggiatore Modestino Picariello
inguaribile.viaggiatore(at)yahoo.it