Cattedrale di Oria Brindisi
Cattedrale di Oria

La cattedrale di Oria è dedicata a Maria Santissima Assunta in Cielo e fu ricostruita nel 1750 a causa di un terremoto che l'aveva danneggiata.

Per finanziare i lavori della cattedrale di Oria bastò vendere due colonne di marmo verde al Re di Napoli, il quale le impiegò per abbellire la Reggia di Caserta.

L'esterno è in stile barocco, sovrastato dalla cupola in maioliche colorate che risplendono sotto i raggi del sole.
Dalla piazza antistante l'ingresso si può godere di un ottima vista sulla città.

L'interno della cattedrale di Oria, al momemento in ristrutturazione, contiene dipinti, arazzi e affreschi di scuola veneziana e di scuola napoletana.

Arciconfraternita della Morte

Passando per il battistero, si arriva in una saletta in cui era solita riunirsi l'Arciconfraternita della Morte, dove ora sono conservate le statue raffiguranti la passione di Cristo che vengono portate a spalla durante la processione del Venerdì Santo.

Si tratta di quattro statue di cartapesta con il basamento in legno, la scelta del materiale va attribuita al minor peso che i portatori avrebbero dovuto sostenere durante le processioni e anche al minor costo.

Ogni confraternita di Oria è incaricata di trasportare una delle quattro statue presenti all’interno della cattedrale di Oria.
Nella stessa sala si può notare anche una scatolina di legno con due fori circolari per le mani e le scritte "si" e "no" sul coperchio: era la scatola delle votazioni dell'arciconfraternita con la quale veniva deciso se il candidato fosse degno o meno di diventare il nuovo priore.

La votazione avveniva in maniera similare a quella per l'elezione del Doge a Venezia: a turno ogni votante prendeva un lupino e si avvicinanva alla scatola a pugni chiusi, infilando entrambe le mani nei fori e lasciando cadere il lupino in uno dei due cassetti, foderati per non far sentire il rumore. Quando tutti avevano votato si procedeva alla conta e si stabiliva il risultato.

Cattedrale di Oria - Cripta delle mummie

Scendendo per una scala della cattedrale di Oria, si accede poi alla "cripta delle mummie" una stanza che contiene tutt'ora perfettamente conservate delle mummie di varie epoche.

La tradizione della mummificazione risale al periodo delle crociate ed era considerata un onore in quanto si credeva che portasse alla vita eterna.

I giovani di Oria erano incoraggiati ad andare a combattere i turchi ad Otranto, con la promessa di ottenere il privilegio della mummificazione al loro ritorno.

Il processo prevedeva l'asportazione degli organi interni del cadavere come per gli antichi egizi, però si procedeva poi ad una mummificazione verticale, ovvero il corpo veniva messo in piedi in una botte colma fino all'orlo di sali disidratanti e calci vergini (per la disinfezione) e veniva lasciato lì per due o tre anni circa. Al termine di questo periodo veniva estratto e ripulito il cadavere e, invece di avvolgerlo nelle bende, veniva vestito con un saio nero.

La mummia veniva poi posizionata in piedi con le braccia incrociate sul petto in segno di devozione nella cripta.
Siccome c'erano solo 22 posti, vi era un continuo riciclo delle mummie: le più vecchie venivano disfatte e rimpiazzate e le ossa gettate nell'ossario.

Questa tradizione rimase fino al 1858, ben dopo l'editto Napoleonico che stabiliva di seppellire i cadaveri al di fuori dei centri abitati.

Purtroppo, a causa della rottura di una tubatura della fontana della piazza, il lato destro (con i suoi 11 corpi) è stato completamente rovinato, quindi ci restano solo le 11 mummie posizionate sul lato sinistro della cripta.

Altre informazioni utili per visitare Oria, le potete trovare nell'articolo: www.inguaribileviaggiatore.it/oria

L’inguaribile viaggiatrice Francesca Monti
inguaribile.viaggiatore(at)yahoo.it