L’Irpinia e la bellezza dell’ora incerta

Il meglio e il peggio della riapertura del castello Cavaniglia a Bagnoli Irpino

L’ora incerta, nel vocabolario cinematografico, è il tramonto,in cui il rosa del cielo, uguale a quello dell'alba, permette di rappresentare il doppio delle scene nella stessa circostanza. È a quest’ora che si dovrebbe vedere l’Irpinia d’estate, penso, mentre una piccola salita completa l’ultimo tratto che mi porta alla meta. Bagnoli Irpino, centro storico, sta per avvenire qualcosa di importante per la comunità locale.

Sono pronto a vedere, in tutto il suo splendore, la riapertura del Castello Cavaniglia a Bagnoli Irpino, caratteristico borgo a 40 minuti da Avellino. Non è roba da poco, anzi: l’Irpinia ha un patrimonio castellare davvero importante, ma spesso poco curato, e il castello Cavaniglia a Bagnoli Irpino, uno di quelli più ricchi di storia, riapriva dopo un lungo restauro.

Qui però iniziano i problemi: il taglio del nastro è solenne, i figuranti in costume ricordano il medioevo, ma all’ingresso del castello Cavaniglia a Bagnoli Irpino veniamo fermati: il sindaco di Bagnoli deve fare delle dichiarazioni “politiche” davanti a una folla evidentemente infastidita. Il microfono non funziona, i teatranti (chiamati a recitare piccole scene dell’Inferno di Dante per allietare i turisti) attendono la fine del discorso e il castello resta lì, dietro di lui, aperto ma ancora vuoto con un centinaio di persone in attesa. A proposito del pubblico, il pubblico c'è, ma sembra sia solo quello della città. Peccato davvero, chi ha a cuore il turismo camminatorio della provincia. Poteva prendere questa come occasione importante di scoperta di un nuovo punto di vista del territorio.
Sì perché ogni castello che riapre è un nuovo balcone sull'Irpinia, un punto di vista dall'alto di cui l'Irpinia sarà anteprima ma che nei fatti non bastano mai, e possono essere dei pit stop in ogni tipo di cammino.

Il clima è piacevole, tra l’altro, e il castello Cavaniglia a Bagnoli Irpino è facilmente raggiungibile, ricco di storia e di padroni che hanno lasciato la loro impronta nei secoli e che un buon restauro ha mantenuto.

Ma la pubblicità della riapertura del castello Cavaniglia a Bagnoli Irpino è stata poca, e l’evento purtroppo male organizzato: incomprensioni tra i teatranti e gli organizzatori, misure di sicurezza ferree (e anche giuste) ma che andavano a cozzare con un evento che doveva essere aperto a tutti, aree di promozione enogastronomica in cui era vietato l’accesso fino alla fine di un tour che però, essendo disorganizzato, la sua vera fine non l’ha vista mai. Insomma, i mille problemi di un’accoglienza.

Da salvare qualcosa? Sì: i panorami fantastici dalla vetta del castello Cavaniglia a Bagnoli Irpino, il buon restauro e la grande piazza intorno, ma soprattutto un evento nell’evento. Gli anziani si riconoscono nelle foto d'epoca di cui è piena una sala del castello, un riconoscimento che nei fatti è riconoscenza ad Aniello Capozzi che è stato capace di fotografare un'epoca lontana. Quella della fine degli anni '40 a Bagnoli. L’Irpinia è la sua storia, rifugio in un presente da dimenticare.

L’inguaribile viaggiatore Modestino Picariello
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