Cascate del Dardagna
Cascate del Dardagna

Cascate del Dardagna

Vi siete mai chiesti se fosse possibile vedere un posto veramente da sogno in Emilia Romagna? Bhè io si… E se continuate nella lettura di questo breve articolo, vi accorgerete che la risposta è SI.

Io sono Marco Cavicchi e quest’oggi vi porterò con me in uno dei luoghi più incantevoli dei colli Bolognesi, più esattamente alle 7 cascate del Dardagna, a ridosso del Corno le scale.

Anche questa volta sono in compagnia del mio fidato compagno di viaggio, Gianni, e una domenica mattina d’autunno decidiamo di recarci alle cascate del Dardagna, e dopo poco più di un’ora e mezza da Bologna città ci ritroviamo completamente immersi nel verde di un bosco con al centro il bellissimo Santuario della Madonna dell’Acero, che sarà il nostro punto di partenza.

La prima cascata

Ci siamo, partiamo a piedi lungo il sentiero 333, che dopo circa 20 minuti di camminata leggera completamente in mezzo agli alberi, ci porta all prima cascata.

Sentiamo il piacevole rumore dello sgorgare d’acqua in lontananza e si fa via via sempre più forte, fino a quando dopo il passaggio sopra ad un piccolo ponte di legno la vediamo.

Rimaniamo piacevolmente sorpresi dalla sua bellezza, alta circa 10 metri e sbattendo su 2 rocce più grosse forma questa sorta di scivolo naturale davvero suggestivo.

Dopo averla ammirata intensamente procediamo lungo il percorso, sempre contornati da grandi e fieri alberi verdi, con qualche foglia arancione, come a ricordarci che l’inverno sta arrivando.

Creando un gioco di colori molto particolare, grazie anche ai raggi di luce che penetrano nella fitta vegetazione.

La seconda cascata del Dardagna

Questo tratto si fa piuttosto ripido e la fatica si fa sentire, ma fortunatamente durerà poco, infatti in men che non si dica arriviamo alla seconda cascata, completamente differente dalla precedente.

Infatti davanti a se sorge un masso enorme che crea un gioco di prospettiva molto interessante, la vegetazione lascia spazio alla roccia, e l’acqua scende a picco dalla parete creando una colonna quasi senza schizzi.

Ma la sua particolarità è che osservandola dal basso verso l’alto, l’acqua sembra scendere direttamente dalle radici degl’alberi che sovrastano la parete rocciosa.

Per i più temerari consiglio di salire la roccia gigante e farsi fotografare, il risultato sarebbe un perfetto scatto da profilo Facebook o magari per una Instagram Stories.

La terza cascata

Foto a parte riprendiamo il cammino, e anche in questo caso dopo una manciata di minuti arriviamo alla terza cascata, quella che secondo me, rimane la più bella, descriverla diventa difficile perchè è veramente maestosa sia in altezza che in larghezza.

Si distingue dalle altre grazie alla vegetazione ai sui piedi che forma come un giardino botanico, ricco di svariate tipologie di piante, alcune a foglia larga e altre più comuni, suonerà strano, ma l’impressione che ho avuto è stata quella di ritrovarmi in qualche foresta tropicale nel sud del mondo.

A sovrastare tutto questo magnifico verde è proprio la cascata, altissima ed imponente, col lo scroscio d’acqua sulla roccia levigata a dovere, e il tipico suono quasi assordante delle cascate.

Io e Gianni siamo rimasti sorpresi dalla sua bellezza, tanto da dedicare un mezzora abbondante in sua ammirazione, sino a che non decidiamo di riprendere la nostra scampagnata, incontrando Sara lungo il percorso, una ragazza che come noi era venuta a trascorrere una domenica fuori dalle città, così decidiamo di procedere assieme, ma ahimè non troveremo più altre cascate.

Infatti le abbiamo cercate lungo il percorso inutilmente, probabilmente quelle che noi abbiamo considerato singole in realtà sono più cascate.

Il rifugio del corno le scale

Varrebbe la pena approfondire meglio assieme ad una guida locale, ad ogni modo decidiamo di continuare verso il rifugio del corno le scale.

Da qui il percorso sarà tutto lungo la fitta boscaglia, dove abbiamo anche rischiato di perderci, ma nonostante le varie peripezie arriviamo a destinazione, ci riposiamo un’oretta circa e scendiamo nuovamente lungo lo stesso percorso fino ad arrivare al Santuario della Madonna dell’Acero.

In conclusione posso assicurarvi che vedere le cascate del Dardagna vale davvero la pena, se siete una famiglia con dei bambini credo sia la gita perfetta per una domenica fuori porta, anche perchè il percorso è ben fatto e sicuro.

Non sarà necessario arrivare sino al rifugio, che tra l’altro sarebbe abbastanza faticoso e lungo, ma vi basterà arrivare al Santuario in macchina, e proseguire nel sottobosco percorrendo tutte le cascate del Dardagna.

Se vi è piaciuta questa escursione, perchè non provate anche quelle del Monte Adone?

Un saluto da Marco

L’inguaribile Viaggiatore Marco Cavicchi
inguaribile.viaggiatore(at)yahoo.it

Il video dell'escursione