Cameroun

Cameroun: Un caleidoscopio di popoli e ambienti

Cameroun: Un caleidoscopio di popoli e ambienti

Salve inguaribili viaggiatori,
la meta che volevo oggi segnalarvi è il Cameroun, una meta con paesaggi sconfinati e maestosi, dove sopravvivono antichi regni con tradizioni secolari e i parchi nazionali più ricchi di flora e fauna dell'Africa Centrale, ovvero in Cameroun settentrionale, che è un coloratissimo caleidoscopio di popoli e ambienti.

Siki era un cacciatore in cerca di terre ricche d'acqua e selvaggina. Quando le trovò fu attaccato dai cavalieri fulbé provenienti da nord, che lo costrinsero a fuggire in queste zone.
Da qui, insieme ad altri cacciatori, organizzò una strenua difesa, nascondendosi nelle grotte di questo picco, finché gli assalitori non decisero di arrendersi. Così altri membri della famiglia di Siki si trasferirono in quello che oggi è il villaggio di Rhumsiki, letteralmente la "montagna di Siki”.

Siamo a Rhumsiki, nel Cameroun, sui monti Mandara, nel Cameroun settentrionale, una regione ricca di leggende e di grandi suggestioni.
Picchi vulcanici punteggiano un paesaggio sconfinato e incontaminato.
Grandi spuntoni di roccia sono sparsi qua e là, come se fossero stati conficcati a qualcuno su questi rilievi morbidi e verdeggianti.

Da queste parti si dice che quando Dio creò questa terra, fece prima il picco di Rhumsiki, ma questo si sentiva così solo che chiese al Creatore di dargli compagnia. E così Dio creò lo spuntone di roccia lì accanto».

Ben poco sembra essere cambiato, in questo paesaggio calmo e maestoso, dall'epoca della creazione. Specialmente percorrendo il sentiero che circonda il grande picco di roccia.

In questa regione vivono gli kapsiki, un popolo di gente fiera e orgogliosa, molto legata alla propria cultura, tradizione e religione. Per provare a penetrarne qualche mistero, la tappa obbligatoria è la visita al sorcier aux crabs, Djaoro Zamte, lo stregone del villaggio.
Con i suoi granchi di fiume prevede il futuro e benedice i raccolti, legge la sorte e la propizia. Djaoro Zamte, l'indovino, è un punto di riferimento imprescindibile per gli abitanti del villaggio. E, sempre più, per i turisti.

Ma non c'è finzione o mistificazione nei suoi gesti rituali che dispensa alla gente del posto, così come allo straniero che viene da lontano. Lui è l'erede di un'antica tradizione che si tramanda di padre in figlio. Lì, sempre in quel luogo e sempre con gli stessi gesti, che sfidano immutabili lo scorrere del tempo.

Arcobaleno di colori
La regione è vasta e le strade non sempre buone.
Da Rhumsiki, ci vogliono un paio d'ore d'auto per raggiungere la cittadina di Mokolo. Qui la prospettiva cambia radicalmente: non più paesaggi vasti e silenziosi, ma l'arcobaleno vociante e allegro di un grande mercato, un microcosmo essenzialmente femminile, dove le donne esibiscono i loro abiti sgargianti e le loro mercanzie disposte in bella mostra.

Altrettanto spettacolare è il mercato di Tourou.
Qui sono protagoniste le donne di etnia hidé, che sfoggiato i loro tradizionali copricapi, realizzati con le calebasse, zucche finemente disegnate e dipinte con motivi geometrici. Il viaggio prosegue verso nord. Nel villaggio di Oudjilla, colpiscono soprattutto le abitazioni di fango abilmente decorate. Sono le case delle mogli del grande capo dell'etnia podoko. Si dice che ne abbia almeno quaranta. Lui sorvola volentieri sulla questione, sempre che si abbia la pazienza e la fortuna di riuscire ad incontrarlo.

AI di là degli aspetti apparentemente folcloristici, che colpiscono il viaggiatore, come gli altri capi tradizionali della zona, continua ad essere una figura molto autorevole e rispettata. Spesso più della stessa autorità statale. Questo vale soprattutto per i lamido, i sultani discendenti dei cavalieri fulbe (in italiano e inglese "fulani", in francese "peulh"), che conquistarono questa regione a inizio Ottocento e vi introdussero l'islam. Ancora oggi il territorio del nord del Cameroun è organizzato in “inamidali”, una sorta di dipartimenti, gestiti come veri e propri regni, tuttora molto potenti, al punto da essere riconosciuti dal governo.

I lamidi infatti mantengono ancora oggi forti poteri, specialmente per quanto riguarda l'amministrazione delle terre, matrimoni e questioni familiari. Un po' ovunque nella regione, i fulbe sono riusciti ad armonizzare le antiche tradizioni dell'Africa subsahariana con quelle importate dal mondo arabo-musulmano.
A Maroua, capoluogo della regione dell'Estremo Nord, con un po' di fortuna è possibile assistere a un'uscita della cavalleria del lamido, che si schiera davanti al palazzo del sultano.

I griots (cantastorie) ne annunciano l'arrivo, dopodichè fantini e cavalli, riccamente bardati, si esibiscono in cariche di fronte a una folla ammirata.
È giorno di festa e il lamido Bakary Yerima Bouba Alioun riceve i suoi visitatori seduto su un enorme trono, circondato dai suoi notabili. Un altro lamido famoso e influente è quello di Rey Bouba, un regno molto tradizionalista nell'area di Garoua spostandosi più a est, verso il Ciad, cambia non solo il paesaggio, ma anche le popolazioni e dunque le tradizioni, le culture o la struttura sociale.

Come nel villaggio di Pouss, un luogo magico, dove gli abitanti di etnia mousgoum costruiscono le loro case a forma di obice. (foto a destra)
Le strutture sono così particolari da aver suscitato l'ammirazione di André Gide che di passaggio da queste parti, scrisse che somigliavano più all'opera di un vasaio che di un muratore.
Le linee morbide e armoniche di queste abitazioni si inseriscono mirabilmente in un paesaggio grandioso e ancora sostanzialmente incontaminato. E rinviano ai miti e ai misteri di questa popolazione che conserva molti elementi della tradizione e vive pacificamente con i suoi vicini musulmani.

Insomma, il Cameroun è uno straordinario caleidoscopio di popoli e culture. Non per niente, i suoi abitanti ripetono continuamente - e con malcelato orgoglio - che il loro Paese è un "Africa in miniatura". C'è davvero da creder loro!

Nei prossimi giorni continuerò a raccontarvi il viaggio in Cameroun.

Alla prossima meta.
inguaribile.viaggiatore(at)yahoo.it

 

SCHEDA TECNICA CAMEROUN

Per ulteriori informazioni:
Ambasciata del Cameroun in Italia,
via Siracusa 88, Roma, tel. 06.44291285,
Email: info@cameroonembassy.it
Web: www.cameroonembassy.it

Come si raggiunge:
In aereo: Sono molti i voli aerei che collegano l’Europa con il Cameroun e se siete degli inguaribili viaggiatori fortunati, potete trovare dei voli lastminute a prezzi molto interessanti.
In treno: L'unico collegamento ferroviario internazionale è con la Repubblica Centroafricana (Belabo, 200 km a nord-est di Yaoundé).

Ambasciata:
Ambasciata italiana in Cameroun
Quartiere Bastos
B.P. 827 Yaoundé
Tel.: +237 22203376 / 22212198 - Fax: +237 22215250
email: ambasciata.yaounde@esteri.it
Web: www.ambyaounde.esteri.it

Consolato Onorario a Douala (Cameroun)
Vice Console Onorario MAURO BATTISTELLA
1440, AVENUE DU DOCTEUR JAMOT – AKWA - DOUALA
Tel. 00237 3342 50 27 / Fax. 00237.3342 97 81
e-mail: consolato.douala@email.it

Documenti: Ai cittadini italiani serve il passaporto con sei mesi di validità e visto turistico da richiedere all'Ambasciata del Cameroun a Roma.
Per maggiori informazioni sui tempi, costi e procedure di rilascio dei visti contattate:
Ambasciata del Cameroun in Italia:
Via Siracusa, 4/6
00161 Roma - Italia
Tel: +39 06 44291285 - Fax: +39 06 44291323
Email: info@cameroonembassy.it
Web: www.cameroonembassy.it

Fuso orario: Il Cameroun ha lo stesso fuso orario dell'Italia, con un'ora in meno quando da noi è in vigore l’ora legale.
Voltaggio energia elettrica: 220 V (50 Hz)
Valuta: In Cameroun la moneta è il franco CFA dell'Africa Centrale. Il suo cambio è fisso con l'euro. 1 euro equivale a 655 CFA
Vaccinazioni obbligatorie: febbre gialla.
Vaccinazioni consigliate: difterite e tetano, epatite virale A, epatite virale B, febbre tifoide, meningite meningococcica, rabbia, poliomielite.
Periodo consigliato: autunno, inverno e primavera