Taurasi: continua il progetto TAU

Salve inguaribili viaggiatori
educare all’eccellenza in un contesto d’eccellenza, sfida nobile e prestigiosa che da anni viene combattuta in quel di Taurasi, progetto ambizioso che riguarda il tesoro più prezioso da queste parti, il vino.

Ma andiamo con ordine: nella zona della Media Irpinia (provincia di Avellino), il Castello Marchionale di Taurasi è un monumento d’eccellenza: ultracentenario, ma restaurato di recente, mantiene il fascino dei secoli in cui le sue pietre venivano calpestate dal grande Carlo Gesualdo o dalle famiglie nobili dell’epoca ed il suo sottoutilizzo ne permette, in ogni caso, una conservazione ben più che egregia e un utilizzo degli spazi molto, molto speciale.

A Taurasi infatti è presente l’enoteca regionale dei vini d’Irpinia, una vera e propria biblioteca in cui però, al posto dei libri, possono essere consultati, pardon, degustati, bicchieri delle migliori tradizioni enologiche irpine, dal Fiano, al Greco, al Taurasi, all’Aglianico, al Coda di Volpe. Esattamente come i libri di ogni biblioteca, anche le bottiglie hanno un loro identikit, che va dal disciplinare di produzione alla cantina, alla temperatura, al bicchiere adatto, spiegato non solo per ogni esemplare, dipanato nelle ampie e dedaliche sale del castello, ma anche dalla viva voce dei sommelier e dei tenutari dell’enoteca regionale.

Qui, con cortesia e professionalità, all’amante del vino, al turista, all’appassionato, al curioso e a chiunque giunga, viene spiegata una storia sempre diversa (l’Irpinia è l’Irpinia, cambiano i vini anche se il loro terreno dista semplicemente cento metri, e non è campanilismo, ma una struttura chimica comprovata che incide sulla componente organolettica) fatta di colori, sapori, profumi, ma soprattutto tradizioni e scelte spinte da un solo fine, la qualità senza compromessi.

Da qualche tempo, però, sempre nelle sale del castello di Taurasi, è nato un altro progetto, legato solo in parte al vino, ma soprattutto al consumatore: il cosiddetto “progetto TAU”: è un percorso sensoriale che consente di scoprire, con l’aiuto di esperti sommelier, in corsi curati ad hoc, tutti gli odori, i gusti, i profumi, racchiusi in ogni singolo vino, e che alla fine ne influenzano sia la gradazione che il risultato finale (come viene sentito al naso, il retrogusto, la pesantezza ecc.).

Concetto cardine del vino irpino è, come detto sopra, la territorialità: nella stessa zona convivono, secondo leggi di natura, varietà diversissime di uva, utilizzate per fare lo stesso tipo di vino, che per questo si riconosce tantissimo dalla bottiglia, che testimonia, prima ancora che un produttore, l’unicità del terreno di produzione (composizione chimica, altezza, clima ecc.ecc.) e della lavorazione.

Nel Tau, ci sono diversi percorsi, legati ai sentori principali del vino, per comodità: il dolce, per fare un esempio, può essere dato da tutta una serie di ingredienti che vengono esplorati uno a uno nella loro provenienza (ovviamente sempre legata al territorio) e nella loro percentuale di rilevanza all’interno del gusto finale. Alla fine, il gioco/esame di chiusura, mette alla prova i partecipanti al sentiero per fargli riconoscere determinati oggetti dall’olfatto o dal tatto. Alla fine il consumatore risulta più consapevole e, di riflesso, bene un vino più buono, perché più suo.

Quindi, in alto i calici. Taurasi vi aspetta!

Alla prossima.
L'inguaribile viaggiatore Modestino Picariello
inguaribile.viaggiatore(at)yahoo.it