La Villa d’Ayala a Valva, un gioiello al confine tra Salerno e Avellino

Salve inguaribili viaggiatori
la mia regione, la Campania, è piena zeppa di gioielli, ma chissà perché pochi conoscono quelli dell’interno, come la villa d’Ayala a Valva, nel cuore della Campania, al confine tra Salerno ed Avellino (ma in provincia di Salerno).

Valva non è esattamente un paesino “immefiato”, ci si arriva dopo chilometri di una strada tortuosa e quasi senza indicazioni, però la villa e il castello, riconoscibilissimi al centro del paesino, riparano di tutta la fatica del viaggio, anche se fatto dopo essere stati alle terme di Contursi, a meno di 10 km da lì.

Un castello enorme, circondato da una villa ancora più grande, suggestiva e misteriosa. Il Parco di villa d’Ayala, cui si accede dal centro del paese (non ti puoi sbagliare, c’è una torre di segnalazione che si affaccia sulla stradina), si sviluppa per una misura compresa tra i 17 e i 18 ettari ed è interamente circondato da mura. Il suo disegno attuale risale al XVIII secolo e di quest’epoca presenta alcune caratteristiche tipiche.

Il Parco di villa d’Ayala si configura come un bosco ceduo misto, con alti lecci, castagni ed aceri, di grande estensione e, come caratteristico dell’epoca, appunto, come bosco produttivo e fruttifero: per attraversarlo si percorrono viali pressoché rettilinei ma che disegnano una scacchiera irregolare, dei quali alcuni ripercorrono i tracciati originali altri sono di epoca più recente.

Il parco a funzione produttiva è poi caratterizzato da alcuni spazi verdi, dove più forte si trova la traccia dell’intervento dell’uomo. Si tratta di due giardini all’italiana, quello in prossimità dell’ingresso, costellato da statue di pregevole fattura e quello di pertinenza del Castello, ed il Teatrino di Verzura.

Tutto il parco di villa d’Ayala risulta disseminato di arredi come fontane, statue, piccole architetture; di estremo interesse è il sistema di caverne e canali, probabilmente risalente ad epoca romana, che attraversa il parco nella sua estensione.

Per quanto riguarda gli aspetti botanici, bisogna distinguere il grande parco dagli altri, singoli e più piccoli. Il Parco, che occupa quasi la intera estensione della proprietà, può essere distinto, a sua volta, in zone a seconda della essenza prevalente.

A questa caratterizzazione delle diverse zone del Parco di villa d’Ayala si sovrappongono viali alberati, di volta in volta, con prevalenza di Platani, Aceri montani, Laurocerasi: sono inoltre osservabili esemplari isolati di essenze, inserite probabilmente nell’Ottocento e con finalità ornamentali, quali cedri,magnolie ed altri.

Gli altri parchi sono fondamentalmente tre: i due giardini all’italiana ed il teatro di verzura. Il primo Giardino all’Italiana, di ridotte dimensioni, si trova a pochi passi dall’ingresso del Parco, nella zona a valle; il secondo Giardino all’italiana è quello tipicamente disegnato come una unità formale con la Villa, prospiciente il bel prospetto con il porticato a tre arcate; il terzo episodio è costituito dal Teatrino di Verzura, probabilmente di realizzazione Ottocentesca, realizzato con siepi di bosso ed arricchito da busti di figure umane.

Il castello e il parco sono generalmente chiuso, ma vengono aperti per spettacoli speciali, come teatri all’aperto, dove l’enorme mole degli spazi diventa completa arte scenica in cui lo spettatore si sente immerso fin dal suo ingresso.

Assolutamente da provare per vivere un’esperienza unica, nel cuore misconosciuto della Campania.

L’inguaribile viaggiatore Modestino Picariello
inguaribile.viaggiatore(at)yahoo.it

 

 

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