Sicilia, tutto il sapore dell’azzurro

Riflessioni di un passaggio sulla Sicilia

"Noi in Irpinia abbiamo il verde, è vero, ma voi in Sicilia avete l'azzurro, e quello non ve lo toglie nessuno".

Gentili inguaribili viaggiatori, la saggezza popolare non sbaglia mai, e questa frase di un anziano irpino conosciuto ad un matrimonio (e rivolta, appunto, ad un siciliano) mi fece riflettere ma ho avuto modo di appurarla dovendo passare alcuni giorni a Bagheria, sulla costa sicula, vicino Palermo.

Sarà l'aria, o l'atmosfera, ma qui sembra davvero di essere in vacanza, una di quelle vacanze rilassanti, che tolgono il piede dell'acceleratore e ti lasciano godere ogni spazio ed ogni momento. E di ogni gusto: il compianto Franco Rossi diceva "sono stato tante volte in Sicilia e non ho mai mangiato bene ma soltanto benissimo".

Ma a pensarci bene, è l'attitudine che il turista si trova davanti in questa terra a rendergliela, quasi a prescindere, così idonea. Dall'alto di Bagheria si gode la vista delle ville, ed arriva delicato il profumo di salsedine dei numerosi lidi presenti sulla costa. Il tempo scorre lento, prezioso, salmastro colloso, come se volesse starti appiccicato sulla pelle insieme a quel caldo afoso e umido che solo le zone di mare possono riconoscere come proprio.

È la terra in cui di pomeriggio si dorme, non solo per il caldo asfissiante, ma per la sensazione straniante di non avere fretta. Il mondi fuori, dentro una palla di neve col sole da sfondo e la meraviglie intorno.

I profumi culinari, quelli poi, non finiscono davvero mai, e se la Sicilia tutta è nota giustamente per i dolci, a Bagheria e dintorni, ma anche nella non lontana Palermo, la fosticceria è un padrone inaspettato, capace di diventare una cena in poco tempo.

Panelle (sia con che senza pane), sfincioni, moffoletti, mignon assortiti, sono sapori rari di unici da gustare con golosità e dovizia. E apposta non parlo delle arancine, (a Bagheria sono femmine, non confondetevi), il paradiso degli amanti del fritto e del riso.

Godersi poi un giro in piazza, un alito di vento all'ultimo piano di un palazzo antico, un dialetto strascicato e chiuso ricco di segreti che solo se scegli di amare il luogo in cui risiedi, ti saranno aperti e ti cambieranno il mondo, il tutto a pancia felice.

La Sicilia è questa, e molto di più, capace in un attimo però di diventare incubo e sogno assieme, come solo Bagheria sa mostrare. Lo sapete qual è la cosa più caratteristica di Bagheria? I mostri, a cui è dedicata la villa simbolo della cittadina. Una serie di immagini una più bella dell'altra in un posto scenograficamente maestoso.

Ma sempre mostri sono: pronti a reggerli? Davanti a certi panorami tranquilli come a volte solo la Grecia antica (che infatti ne ha colonizzato spirito e anima) sa essere, la risposta sembra scontata.

Ma a costo di arrivarci con cuore e mente aperta.

L'inguaribile viaggiatore Modestino Picariello
inguaribile.viaggiatore(at)yahoo.it