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#Aruralexperience: a spasso nel Sannio, la cantina della Campania

Salve inguaribili viaggiatori

Avellino-San Salvatore Telesino è forse una delle strade sconosciute più tranquille che mi sia mai capitato di percorrere: tutta autostrada, Napoli-Bari, uscita a Benevento e poi uscita a San Salvatore (ma mancano indicazioni precedenti al paese, peccato): di certo un bel modo per scoprire un paese nuovo, col viaggio poi circondato da un panorama pulito e ordinato, diverso da quello dell'Irpinia: qui i paesi ai piedi dei minuti formano una lunga fila bianca e urbana come gradino d'altare che ascende ad un verde cielo montano. Mancano le indicazioni, ma sono splendidi i monti in lontananza e l’aria pulitissima con un cielo così terso da far spavento.

Sannio

I nostri interlocutori, (Raffaella Vitelli, responsabile marketing Rbula Rasa eventi, Sandro Tacinelli addetto stampa e il direttore del Tabula Rasa eventi) ci aggiornano subito sull’alluvione: San salvatore non ha subito danni riguardo l'alluvione, a differenza di ponte, paupisi, amorosi, Torrecuso, Solopaca, dove è esondato il torrente. Nelle loro parole non manca grande conoscenza dei prodotti del territorio e della situazione attuale, ma neanche una punta di rivalità verso i paesi confinanti, a dimostrazione che, nel bene o nel male, certi campanilismi non muoiono mai.
A parte questo, è interessante come il gal presenti il luogo: territorio lento, cultura resistente.

Ci incontriamo tutti all’abbazia di San Salvatore, a poco più di un km dall’uscita di San Salvatore, facile da raggiungere ma ancora poco segnalata. L'abbazia, la cui prima testimonianza è del 1075, è sulla via francigena del sud, è piena di pellegrini ma ancora troppe volte chiusa., all'interno si nota subito la buona conservazione dovuta anche al restauro del 1998.

Riceviamo una vera e propria lezione in cathedra su San Salvatore, fondata dai sanniti che abitavano a sul Monte Acero (si scendeva solo per coltivare le terre). Adesso il monte Acero è chiamato chiamata La Rocca. San Salvatore tele sino era attraversa dalla via latina che era un ramo interno della via Appia antica che serviva per decongestionarla. Nel settimo secolo d.c. Telesia viene distrutta e c'è la diaspora che porta gli abitanti a fondare da una parte l'attuale Telese, dall'altra la zona intorno a San Salvatore.

Ma l’Abbazia è famosa soprattutto per un personaggio ambizioso, cioè Sant’Anselmo D’Aosta (1033-1109), che nel 1097 viaggiò da Canterbury verso Roma per poi raggiungere il Sud dell’Italia, soggiornando anche presso l’Abbazia normanna di San Salvatore Telesino al tempo dell'abate Giovanni, come confermato da diverse testimonianze storiche. Lo stato di conservazione è più che valido ed il panorama fuori indulge a riflessioni religiose ma anche terrene. L’Abbazia era punto di ritrovo importante, religioso ma non solo, e lo è stato per secoli: impossibile valorizzarla ridonandole la sua antica funzione dopo il restauro ormai completato nel 1998?

L’opinione di un pellegrino, raccontataci dal direttore del Gal, ci aiuta a capire un po’ di cose: “la parte nord della via Francigena (quella che arriva fino a Roma passando per Siena) è molto più organizzata ma assai più fredda: qui, appena mi vedono e sanno perché sono qui, insistono per offrirmi qualcosa per il viaggio. E questo io lo sento molto più vicino a ciò che noi proviamo a rivivere”. Interrogativi che continuano, andando nella pinacoteca di Massimo Rao.

Il viaggio nel Sannio, continua nell'articolo Agriturismo Oasi Blu.

L’inguaribile viaggiatore Modestino Picariello
inguaribile.viaggiatore(at)yahoo.it

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