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A San Valentino Torio l’estrema bellezza dell’arte di un fiore

Salve inguaribili viaggitori,
oggi vi voglio segnalare San Valentino Torio che non ha un nome così, per caso.
È, da un certo punto di vista, la città dell’amore campano. Intitolata al santo che sull’amore ci ha portato fama meritoria, declina il nobile sentimento in chiave religiosa ogni qual volta arriva, nell’anno, l’occasione di festeggiare la madonna dell’addolorata.

A San Valentino Torio nella piccola frazione di Casatori, infatti, da ben 19 anni, si tiene l’ormai tradizionale infiorata, che abbina la preghiera alla madonna insieme alla ideazione, preparazione e infine stesura e visita guidata dei quadri fioriti, dedicati ogni volta ad un tema che coinvolga la Madonna.

Tema di quest’anno “Maria, segno d’amore”, la madre di Gesù come simbolo come simbolo di riscatto dai mali del mondo. Il programma religioso e civile dell’evento appena tenuto alterna momenti più raccolti di preghiera alla progressione della creazione di quelle che a me piace chiamare “opere fiorite”, praticamente indistinguibili da quadri veri, ma con l’estrema ed effimera bellezza di un fiore che sa già di dover morire nel volgere di un giorno, insieme all’avito passaggio della madonna adorata.

Negli anni trascorsi, inoltre, l’Infiorata di Casatori ha avuto modo di rapportarsi a tutti i comuni italiani che realizzano infiorate, i quali hanno scelto, come da tradizione che si ripete itinerante, di donare ognuno una propria opera fiorita, legata al tema prescelto, per arricchire la collezione.

Chi fosse venuto quindi a San Valentino Torio - Casatori quest’anno avrebbe trovato il pavimento del centro cosparso di opere floreali divise in tre filoni: le opere delle contrade di Casatori, vero e proprio cuore dell’infiorata, di bellezza semplicemente inestimabile, in cui la madonna è vista negli estremi atti d’amore rivolti verso i più deboli, i rifugiati e i traviati, senza dimenticare la sua dolcezza di mamma verso il piccolo Gesù, stretto forte al cuore nell’atto di estrema sofferenza e nell’abbandono della passione materna.

La seconda parte è invece composta da tutti gli “omaggi” delle altre infiorate d’Italia, dai borghi di Roma, fino al centro Italia, fino al nord, ognuno con la sua firma e la sua tecnica riconoscibile. Cambiano in particolare l’altezza del quadro, che si basa sulla scelta dei fiori, e i colori dello sfondo, dal nero sabbioso all’azzurro splendente dell’acqua del fiume.

Infine, da qualche anno, una terza zona è dedicata all’infiorata dei più piccoli, anche questa con un tema speciale, meno religioso e più ludico. Il tema stavolta è stato “Carosello”: rivedere i vecchi personaggi delle pubblicità anni ’60 rifatti con motivi floreali è fonte di orgoglio e dolcezza innata.

Poco da dire, l’infiorata ridefinisce il concetto di bellezza, una bellezza splendente ed effimera come quello che, per oscar Wilde doveva essere il piacere perfetto. Piacere degli occhi, piacere del cuore, piacere nella fede, a Casatori, frazione dell’amore di San Valentino Torio.

L'inguaribile viaggiatore Modestino Picariello
inguaribile.viaggiatore(at)yahoo.it