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Quaglietta, tutto il bello dell’Irpinia

Cari inguaribili viaggiatori
come l’altra volta vi ho parlato di Valva, stavolta vi parlo del versante avellinese della Campania interna, con Quaglietta, che da Valva dista davvero pochi chilometri. La popolazione di Quaglietta deriva dagli stanziamenti dei Picentini (che diedero il loro nome anche ai monti) risalenti all’epoca dell’espansione romana. In pratica Roma sconfisse i Picentini e poi ne stanziò parecchi in questa zona per isolarli, rendendoli più deboli. Da queste genti, che poi furono chiamati Piceni, deriva anche il nome del fiume Piceglia, che ancora oggi passa tra Senerchia, Calabritto, Quaglietta ed Oliveto Citra.

Le notizie più antiche di Quaglietta la vedono come terra feudale nel decennio che va dal 1140 al 1150 quando costituiva una sorta di presidio militare sede di un reparto delle forze armate del regno, dove venivano addestrati i cavalli del re. Come rappresentazione iconografica e topografica, invece, ritroviamo Quaglietta negli affreschi delle Carte Geografiche appartenenti alla raccolta delle Carte Geografiche Vaticane, voluta da papa Gregorio XIII e terminata nel 1580. Nella parte in cui si riproduce Salerno e il suo principato, Quaglietta viene identificata, come una “zona cintata”, dove, oltre al centro, al nucleo, abbiamo tutta una serie di spazi circondati da mura merlate e torrette di guardia.

Tra le attrazioni di Quaglietta c’è sicuramente il castello, nato per motivi difensivi contro gli attacchi dei feroci Saraceni che provavano a conquistare l’interno navigando il fiume Sele. Per secoli il Castello costituì un baluardo invalicabile, anche perché, grazie alla sua posizione strategica, permetteva il controllo di tutto il territorio circostante. Intorno al castello venne a collocarsi la popolazione dei campi, alla continua ricerca di sicurezza dopo le invasioni. L’elemento più singolare del castello è sicuramente la torre a pianta quadrata che si ergeva dall’ala occidentale. Era larga circa sei metri e con dei merli più a funzione decorativa che difensiva.

Ma da ricordare a Quaglietta ci sono anche le chiese, da quella della Madonna della Ripa a quella piĂą isolata di Santa Maria delle Grazie, a contatto col fiume Senerchielle, dalle acque limpide e ghiacciate e con un ampio cortile alberato.

R a proposito delle acque, nonostante molte diverse interpretazioni, sembra che proprio da queste derivi il nome “Quaglietta”, ovvero “acquae electae”, in latino “acque scelte”, per il particolare pregio che le finti del Sele avevano fin dall’antichità. Alcuni artisti però, pensarono che il nome derivasse dall’omonimo uccello e non è raro trovare immagini di piccole quaglie disseminate nel piccolo borgo, frazione di Calabritto, ad un’ora da Avellino. L’ennesimo tesoro della terra d’Irpinia

L’inguaribile viaggiatore Modestino Picariello
inguaribile.viaggiatore(at)yahoo.it