homechi sonoviaggiarticolienogastronomiafoto e videocontatti

Nel cuore del tacco d'Italia

Salve inguaribili viaggiatori,
se ad accoglierti, prima ancora degli ospiti, trovi un sole di 30 gradi che invita ai tuffi in pieno ottobre, è simbolo che ciò che troverai non può che partire sotto i migliori auspici.

Alla stazione di Bari, che ti accoglie con un tempo così, perdoneresti tutto. Saremo 7 blogger e 2 tour operator, con una sfida, nel cuore del tacco d'Italia, raccontare la valle d’Itria e l’Alto Salento al mondo come nessuno ha fatto prima.
La strada procede scorrevole sotto i nostri occhi, costeggiando l'Adriatico blu e rilucente degli ultimi bagnanti; all'arrivo ad attenderci l'Hotel lo smeraldo a Cisternino, 4 stelle in un panorama incantato. Il tempo di rinfrescarci e siamo in viaggio.

Nel cuore del tacco

Prima tappa del viaggio nel cuore del tacco d'Italia: Masseria Aprile a Locorotondo e la festa della vendemmia e della pigiatura, appuntamento nel lungo tour annuale de "il paese delle contrade", associazione culturale di promozione turistica molto attiva sul territorio.

Anna Maria Aprile, proprietaria della masseria e Silvia Castellana, guida abilitata della regione Puglia, ci guidano all'interno di luoghi e tradizioni.
Nell'aia, circolare e molto simile agli iazzi, dove si usavano fermare le pecore durante la transumanza dall'Abruzzo, c'è tanta parte del paesaggio rurale della Puglia centrale: attraversiamo piante odorosissime, tra cui la menta usata anche per le frittelle vendute in appositi stand nell'evento, caratterizzato anche da gare di pigiatura in cui si divertono perfino i bambini.

La masseria è la principale architettura pugliese dopo i trulli, con campi per i raccolti e per gli animali. Molte furono abbandonate nel 1800 per le città, oggi sono riprese e spesso diventano vere e proprie alternative agli hotel, godendo anche di produzione autonoma nel settore enogastrononico, il che le rende assai utilizzate per l'eventistica.

Per la famiglia Aprile la masseria era casa di villeggiatura, mentre la casa principale era nel centro storico. Bastava insomma un chilometro perché fosse vacanza, qui dove ora si estendono 25 ettari di terra, coltivati ad olivi, piante seminative, e orto.

Oltre ovviamente al vino.

Da notare in particolare una cappella privata risalente al 1728, oltre a trulli usati come silos e vecchi forni. Veniamo a scoprire che attraverso i finanziamenti del Gal si è provveduto alla diversificazione economica in ambito rurale e molte masserie sono state appositamente riattate come una soluzione abitativa moderna. Alcune, come quella di Aprile, sono al terzo finanziamento.

L'area è anche molto apprezzata per il ciclo-turismo e per il trekking, grazie a km di percorsi nella natura. Il segreto di una buona ospitalità? Secondo le parole della signora Aprile, serve restare semplici anche per un turismo esigente, arricchirsi di servizi ma conservando la propria natura. Ad esempio la colazione è tipica con dolce e salato del luogo ma adatta ad una clientela internazionale. L'ospite deve andarsene via arricchito, innanzitutto nei sentimenti, che qui riemergono nei delicati e appassionanti suoni di tarantella, la vecchia danza della tarantola che con la Puglia ha un legame quasi inscindibile.

Il racconto del mio viaggio nel cuore del tacco d'Italia continua nell'articolo: Valle d'Itria.

L'inguaribile viaggiatore Modestino Picariello
inguaribile.viaggiatore(at)yahoo.it