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Murales Baronissi

Murales a Baronissi

Gentili lettori dell’inguaribile viaggiatore:
da tempo non mi sorprendevo piĂą tanto come quando mi sono trovato, per caso, a Baronissi, una sera.

Ero stanco ed io e la persona che mi accompagnava volevamo solamente fare un giro, quando siamo capitati a Parco della Rinascita. Non potevamo credere ai nostri occhi: metri e metri di murales su un vecchio muro vicino al parco, con disegni di pirati a perdita d’occhio ed uno più bello dell’altro.

Il tema si stagliava nelle sue varie declinazioni sullo sfondo di un blu intensissimo che ben si sposava col colore della notte inoltrata. Graffiti, murales, chiamateli come volete, ma erano una scia di capolavori persi nell’infinito di una sera isolata, che ci siamo gustati disegno dopo disegno senza che nessuno ci disturbasse.

La sirena, il pappagallo, il motto dei pirati, il temibile polpo gigante, la piratessa, la nave armata di tutto punto, senza neanche una divisione di barriera, con i tag dei singoli artisti a dare ad ognuno i suoi giusti meriti.

Per lo spazio di un isolato, Baronissi, piccolo comune del salernitano confinante con Avellino, è sembrata immersa nelle acque dell’oceano, in preda ad una furibonda battaglia tra filibustieri. Un’incredibile illusione ottica.

Decido allora di saperne di piĂą: torno a casa e mi metto alla ricerca, scoprendo cose davvero interessanti.

Da otto anni, a Baronissi si svolge una manifestazione estiva, esattamente nella zona dove abbiamo trovato quelle opere d’arte, della quale i murales sono il cuore pulsante.

C’è molto altro (dj contest, concorso fotografico, tour, beach-volley, basket, skate) per carità, ma questo è ciò che resta, per un anno intero, a colorare le mura (“prima volevano fermarci, ora non vedono l’ora di sapere qual è il tema” afferma il presidente del Forum dei Giovani di Baronissi) vicine al parco e all’ex convento.

Ciò che ha fermato ignari turisti come me e li ha convinti a fare foto di uno spettacolo bellissimo: le foto sono state condivise e hanno trovato diversi mi piace e condivisioni.

Ora, io non conoscevo l’Overline Jam, questo il nome dell’evento organizzato a Baronissi e che ha portato qui il meglio dei graffitari italiani ed europei, ognuno con un curriculum pazzesco, ma ora lo conosco, senza che me l’abbia detto nessuno, a sei mesi dalla chiusura ufficiale dell’edizione annuale (che si tiene sempre a luglio) e senza alcun tipo di pubblicità se non quello legato alla bontà di ciò che, appunto, è rimasto.

Ed il murales si presta moltissimo a rimanere: non soffre degrado, non soffre incuria, non soffre il maltempo, non teme il fuoco. Può essere vandalizzato, quello sì, ma mai dimenticato, ed è tra le forme d’arte, una di quelle più versatili.

Io tornerò all’overline jam dell’anno prossimo, e porterò molti amici. Baronissi ha vinto: qualcuno, in Campania, dovrebbe prendere esempio.

Modestino Picariello