Costa degli Etruschi – Blogtour #ecvalbatros (seconda parte)

Salve inguaribili viaggiatori,
oggi continuo il mio racconto del blogtour #ecvalbatros, chi di voi volesse leggere il racconto dall'inizio, basta che clicchi su: Blogtour #ecvalbatros (prima parte)

Ieri vi dicevo che ho visitato il Parco Archeologico di Baratti e Populonia e oggi vi spiego brevemente la storia di questo parco da me visitato in occasione del recente blogtour #ecvalbatros.

Populonia è tra le città Etrusche forse la più conosciuta e si sviluppo a partire dall'età del ferro (IX secolo a.C.), come punto di approdo e luogo strategico di incontro tra le rotte commerciali tirreniche che collegavano la Sardegna con la Corsica e l'Etruria.

Nello stesso tempo, Populonia, ha esercitato un controllo sui giacimenti minerari del campigliese (attualmente visitabili nel Parco Archeominerario di San Silvestro), tant’è che tra il VI ed il IV secolo a.C., la città di Populonia divenne il principale centro siderurgico del Mediterraneo nella lavorazione dell’ematite, minerale di cui l’Isola d’Elba, situata proprio di fronte a Populonia, era ricca.

All’epoca la città di Populonia si articolava in una città bassa e una città alta, cioè in una zona incentrata sul porto sulle attività metallurgiche (situata al di fuori del circuito murario), e in un'Acropoli, con le abitazioni e i templi, sulla sommità del promontorio.

Le necropoli oggi visitabili dagli inguaribili viaggiatori si trovano sui primi rilievi e sulla pianura affacciata su golfo di Baratti.

Nell’area più vicina al mare si trovano le necropoli del VII- V secolo a.C. In questa necropoli si possono vedere tombe monumentali, a tumulo o a edicola, appartenute agli esponenti più di spicco della società Populoniese.

Nelle colline retrostanti a Populonia si trovano, le necropoli del IV-III secolo a.C.: che hanno tutte le caratteristiche tombe etrusche scavate nella roccia, accessibili attraverso profonde scale rupestri.

All’interno del Parco Archeologico di Baratti e Populonia si può visitare il centro di archeologia sperimentale, dove al suo interno, gli inguaribili viaggiatori possono svolgere numerose attività secondo le tecnologie antiche.

I visitatori potranno provare la fabbricazione di oggetti della vita quotidiana della preistoria e protostoria, assistiti da operatori esperti, che dopo aver illustrato le antiche tecniche di lavorazione e decorazione dell’argilla con oggetti naturali.

Ad esempio Si potrà provare la riproduzione di vasellame di età pre-protostorica secondo la tecnica del "colombino" o la lavorazione della steatite mediante levigatura con osso o legno.

Il racconto della mia esperienza al blogtour #ecvalbatros, continua su: Blogtour #ecvalbatros (terza parte)

Alla prossima meta.
inguaribile.viaggiatore(at)yahoo.it