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Cattedrale di Sant’Andrea

Cattedrale di Sant’Andrea

Cari inguaribili viaggiatori,
dopo avervi portato per vie e viottoli nei dintorni di Amalfi, è ora di immergerci un po’ nella calura e nel salutare caos del bellissimo centro, in particolare in quello che è il monumento principe della città, la Cattedrale di Sant’Andrea, ovvero il Duomo di Amalfi, a cui si arriva attraverso un ombreggiato porticato.

Vediamo subito (del resto, sarebbe impossibile non notarlo) l’enorme crocifisso di legno che sembra benedire tutta quanta l’area liturgica;l’Altare dell’Eucarestia è realizzato conil sarcofago dell’arcivescovo Pietro Capuano; in alto si può vedere la tela del Martirio di Sant’Andrea Dell’Asta, con altri soggetti dello stesso autore, come le tele “La Flagellazione”, “La Crocifissione” ed il “Miracolo della Manna”.

Guardando verso sinistra, all’interno della Cattedrale, incontriamo la deliziosa e delicata Croce di Madreperla portata dalla Terra Santa da Monsignor Ercolano Marini; altre tele ci aspettano nelle piccole cappelle laterali, tele che fanno parte della scuola di Silvestro Mirra e resti della struttura romanica che poi è stata in gran parte coperta dal rivestimento barocco.

Nella navata interna c’è il busto reliquiario di Sant’Andrea, risalente al secolo XVI, e, sulla porta, una grande tela raffigurante Sant’Andrea e San Matteo che vengono ad aiutare gli amalfitani, minacciati dal terribile pirata Kairen-Din, chiamato “Barbarossa”. La salvezza, in quell’occasione, è ricordata ogni anno con una festa il 27 giugno.

La fine della visita alla cattedrale è completata con le porte di bronzo, le prime esistenti in Italia, provenienti da Costantinopoli, portate da un nobile orientale, che divenne un patrizio amalfitano e le fece realizzare intorno al 1060.

Infine qualche piccolo aneddoto riguardo il Duomo: non molti sanno che all’inizio erano due le chiese, infine riunite in un solo Duomo nel XIII secolo, ed il luogo venne poi ampliato successivamente fino al 1700.

Nella vigilia di Natale del 1861, inoltre, un forte vento provocò alcuni lievi danni in due volte dell’atrio della Cattegrale. Il sindaco e la giunta delle belle arti, però, approfittarono dell’occasione per ristrutturare tutto l’edificio seguendo le indicazioni dell’architetto Lorenzo Casalbore.

Purtroppo, nelle ristrutturazione, andarono perse tutte le stratificazione per fare spazio ad un ritorno all’architettura originaria. Col senno di poi, si è persa l’occasione di mantenere una strepitosa commistione di stili che avrebbero reso questa chiesa, ancor oggi straordinaria e con visitatori da tutto il mondo, un esemplare unico in tutta Italia.

Nei prossimi giorni, continuerò a raccontarvi di Amalfi, ma sotto il profilo enogastronomico e se volete leggere questo racconto dall'inizio, dovete andare su: Viaggio ad Amalfi

L'inguaribile viaggiatore Modestino Picariello
inguaribile.viaggiatore(at)yahoo.it