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Amalfi e la sua costa, non significa solo mare

Salve inguaribili viaggiatori,
credo davvero che qualcuno abbia voluto bene ad Amalfi, quando l’ha creata.

Un mare splendido, un panorama immaginifico, e, se si riesce a sopportare il traffico e la troppa calca, dovuta ad un mancato adeguamento delle strade e dei parcheggi, fatto anche per rispettare alcune antiche conformazioni naturali della città, l’esperienza nel comune salernitano può definirsi un piccolo paradiso.

Tutti ovviamente, di Amalfi, conoscono il mare e la splendida, anche se a volte troppo cara, cucina, oltre alla splendida passeggiata sul corso per arrivare alla Cattedrale di Sant’Andrea, di cui torneremo a parlare.

Ciò che voglio farvi scoprire oggi, però, e che è nascosto anche ad alcuni amalfitani, è la presenza di alcuni sentieri facilissimi da percorrere (partono dal pieno centro) ma di una bellezza estrema, come quello che porta alla Valle delle Ferriere.

Parte dal pieno centro della città (si trovano indicazioni quasi dovunque si parcheggi, o basta chiedere ai vigili), si sale lentamente, abbandonando il traffico e la calca di mercatini e localini in centro, e l’aria diventa pian piano più fresca, ed ancora più profumata.

Dal museo della Carta, inconfondibile, si segue via Grade Lunghe e poi via Madonne del Rosario, iniziando ad entrare in una piccola foresta con un corso d’acqua che scorre tumultuoso alla nostra destra. La strada, unica e sempre dritta, ci porta poi all’acquedotto comunale e si può imboccare il sentiero che porta poi fino ai ruderi della Cartiera Nolli. Circa 300 metri più avanti si vedono i resti di altre due cartiere abbandonate, la Cartiera Martino e la Cartiera Milano, poi una vecchia centrale idroelettrica e dopo ancora una delle più antiche ferriere d’Europa, risalente addirittura al XIV secolo.

Adesso è chiaro il motivo per cui questo piccolo paradiso, anche cimitero industriale, ma con garbo e senza stonature, è chiamato “Valle delle Ferriere”. Ciò che manca sapere è che questo luogo è oramai diventato riserva naturale, perché, grazie alla conformazione del territorio, unita all’azione di tutte le correnti e le brezze marine che ivi si depositano, ha uno speciale clima che non potrebbe definirsi in altro modo se non subtropicale.

In breve qui si trovano fiori assolutamente speciali, come ciclamini, orchidee selvatiche, piccole piante carnivore e felci giganti. Attenti però: esattamente come ai tropici, un luogo del genere è l’habitat ideale per le zanzare, che si trovano in abbondanza. Una protezione preventiva è assolutamente consigliata.

Continuo a raccontarvi di Amalfi nell'articolo: Viaggio ad Amalfi, seconda parte.

L'inguaribile viaggiatore Modestino Picariello
inguaribile.viaggiatore(at)yahoo.it