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Enigma dei 17 cammelli

Salve Inguaribili viaggaitori,

in tutti questi anni di racconti di viaggio, abbiamo sempre raccontato di viaggi di piacere e non ci siamo mai soffermati sui tanti viaggiatori “obbligati”, ovvero quei lavoratori che per la tipologia stessa del mestiere che fanno saltano da un volo all’altro e visitano paesi stranieri.

Chi ricopre delicati incarichi manageriali sa bene l’importanza di relazionarsi all’altro nel pieno rispetto delle differenti tradizioni sociali. E questo vale soprattutto per quanto riguarda le abitudini e la cultura di Paesi lontani dalle tradizioni e dai costumi occidentali.

Pensiamo quindi all’importanza di approfondire la conoscenza della tradizione e della cultura dei paesi in cui si va ad operare, in particolare per realtà complesse come quelle del mondo arabo.

I popoli del Medio Oriente hanno regole radicate e affascinanti che spesso lasciano un senso di perplessitĂ  agli occidentali, in quanto durante le fasi di trattativa dimostrano una grande ospitalitĂ  che contrasta con le codifiche europee basate sulla formalitĂ .

Forse, per apprendere al meglio cosa si celi dietro questo singolare aspetto sarebbe opportuno frequentare un corso professionale in tecniche di negoziazione, ma può comunque tornare molto utile conoscere l’enigma dei 17 cammelli.

La storia narra della scomparsa di un anziano padre, la cui ultima volontà è quella di lasciare ai suoi tre figli i suddetti animali, secondo una strana divisione: metà dei cammelli va al primogenito; un terzo spetta al secondogenito e un nono al terzogenito.

Ma 17 è un numero primo, perciò indivisibile, così iniziano i problemi famigliari per eseguire fedelmente le ultime volontà del padre, fino a quando un amico della famiglia, informato della vicenda, non decide di correre in aiuto dei fratelli regalando il suo cammello per risolvere la disputa.

Ora con 18 cammelli, infatti, è finalmente possibile procedere alla divisione: al primogenito vanno così 9 cammelli, al secondogenito ne spettano 6, mentre al figlio più giovane ne rimangono 2. Il cammello rimanente viene così restituito a Beremiz in segno di gratitudine per la soluzione offerta.

Cosa si evince da questo racconto del genere, se non che per realizzare una trattativa efficiente è necessario fermarsi un attimo a guardare la situazione da altre prospettive.

Questa, forse, è un insegnamento applicabile in tutti i campi e le situazioni della vita.