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Kogens Nitorv

Kogens Nitorv

Kogens Nitorv, dove l'uomo diventa tesoro

“Non dovete stupirvi se il brand danese più famoso sono i Lego, i piccoli mattoncini colorati per costruzioni. Sono piccoli ma uniti insieme creano costruzioni indistruttibili. E sono un po’ come i Danesi, che se c’è una cosa che sanno fare come nessun altro è cooperare, unirsi insieme per grandi traguardi!”.

È da quando sono arrivato in Danimarca che questa frase letta su una guida cartacea mi rimbomba in pieno nella testa, e non posso che darle ragione. Copenaghen, dove ho scelto di passare il Capodanno, è probabilmente una delle capitali meno popolate d’Europa (solo mezzo milione di abitanti), ma sarà difficile trovare nel mondo una città di tale importanza che sia strutturata così bene e riesca a cogliere tanto in profondità emozioni e sentimenti umani.

A partire dalla struttura urbanistica: tutta la città può essere visitata senza l’utilizzo delle macchine e c’è solo l’imbarazzo della scelta: dalla metrò, ai pullman, alle bici elettriche con navigatore incorporato e con incluse tutte le destinazioni di più importanti, con tanto di pista ciclabile esclusiva e diffusa in tutta la città.

Ogni strada a Copenaghen è divisa almeno in tre parti: marciapiede per i pedoni, pista ciclabile e poi la parte per le auto, e “sgarrare” sembra quasi impossibile poiché tutto è perfettamente segnalato e suddiviso.
Ma Copenaghen non sembra solo una città fatta apposta per l’uomo, ma anche una città dove l’uomo è la prima attrazione.

Lo si vede dalla torre rotonda che racchiude insieme la funzione architettonica, museale, astronomica e panoramica in uno spazio tutt’altro che esteso, (la torre sarà forse la metà del Museo della Guinness a Dublino, che assolveva funzioni non dissimili), ma anche da alcune mostre a cielo aperto, come quella che troviamo a Kogens Nitorv (la zona del porto, dei locali attaccati l’uno all’altro e delle numerose gite in battello, altro modo per visitare la città) , attaccata a delle lastre che simboleggiano dei lavori in corso.

La mostra di Kogens Nitorv si chiede, in pratica, se i nostri sogni invecchino insieme a noi e “mostra” appunto, su diversi pannelli, alcuni anziani danesi e i loro sogni, che ai miei occhi assai più giovani profumano di affetto, indipendenza e di sentimenti senza tempo.

La lastra più bella, a mio parere, mostra il desiderio di una centenaria: “Vorrei tornare più giovane di trent’anni solo per potermi godere i miei pronipoti. Sono così belli!”
L’altruismo dell’affetto e della condivisione, eretto a programma di vita di una città. Forse la più bella lezione che Copenaghen possa lasciare.

L’inguaribile viaggiatore Modestino Picariello
inguaribile.viaggiatore(at)yahoo.it