Famagosta mantiene intatto tutto il suo fascino

Salve inguaribili viaggiatori,
oggi continuo il racconto del mio viaggio nell'isola dove nacque Venere, ovvero Cipro Nord.

Cipro Nord non è solo il luogo idale per gli amanti del mare, ma anche per coloro che vogliono passare una vacanza all'insegna della cultura. Templi greci, teatri romani, strutture veneziane e chiese bizantine si possono ammirare in ogni angolo dell'isola.

A circa cinque chilometri ad est di Kyrenia, costruita su un picco ai piedi della montagna delle cinque dita, l'Abbazia di Bellapais era di grande importanza per un popolo, come quello cipriota, per cui la pace era qualcosa di elusivo.

Al primo colpo d’occhio dell’abbazia, si nota l'architettura gotica affascinante che spicca sul verde del prato del cortile interno e gli archi traforati che contrastano sul celeste intenso del cielo.

L'Abbazia di Bellapais, ha un posto particolare nell'eredità architettonica di Cipro Nord perchè uno dei monumenti delle tante civiltà che si sono succedute sull'isola.

I primi abitanti dell'Abbazia furono i frati Agustiniani che emigrarono lì dopo la caduta di Gerusalemme nelle mani di Saladino Ayyoubi nel 1187. Il corpo centrale dell'Abbazia fu costruito attorno al 1200 dal Re di Francia Ugo III.

Passeggiando nel chiostro gotico, sotto gli archi a punta e le volte a ogiva, sembra di essere in Francia. La chiesa ha un aspetto antico, con la pietra scura alleggerita da qualche elemento ligneo decorato.

Quando l'isola cadde nelle mani degli Ottomani, la costruzione fu data alla chiesa Ortodossa. Gli affreschi italiani che si possono vedere all'entrata della cappella furono dipinti nel 15 secolo.

Sovrastando la cittadina di Kyrenia, questa magnifica Abbazia esemplare di stile Gotico, (foto a destra) con la sua sala da pranzo, le sue celle sotterranee, cucine, sala riunioni ed i suoi tesori, merita di essere visitata durante il vostro viaggio a Cipro Nord.

Lasciata Kyrenia in direzione di Nicosia (la capitale di Cipro Nord), pieghiamo poi verso oriente, imboccando la strada che conduce a Famagosta.

La città murata di Famagosta mantiene intatto tutto il suo fascino, impressionante è la visita della cattedrale trasformata in moschea dopo essere stata “ripulita” dagli elementi cristiani.

Famagosta era la città più ricca del mondo quando dopo la cacciata dei crociati dalla Terra Santa, sotto la dominazione lusignana, divenne il transito obbligato di tutti i commerci con l’Oriente.
Passata ai veneziani attraverso la regina Caterina Cornaro, nel 1570 dovette subire il tremendo assedio dei turchi e a nulla valsero le possenti mura che ancora oggi circondano Famagosta.

Le proporzioni delle mura di Famagosta, 15 metri di altezza e fino a 8 metri di spessore, sono davvero impressionanti.

Dopo un lungo bombardamento che ridusse in rovina gran parte delle meravigliose chiese di Famagosta, i veneziani si arresero e il loro comandante Marcantonio Bragadin fu spellato vivo.

Entriamo nella Famagosta vecchia attraverso la Porta di Terra, dominata dal bastione Ravelin e la prima cosa che vediamo è l’ex chiesa dei Santissimi Pietro e Paolo, una delle meglio conservate perché trasformata prima in moschea e poi in teatro.

Nella piazza accanto sorgeva il Palazzo Veneziano ma oggi non rimane che il muro di una facciata; anche la chiesa di San Francesco è ridotta a una serie di rovine con due finestroni nel muro dell’abside.

La cattedrale di Famagosta è dedicata a San Nicola ed è stata costruita agli inizi del 1300 sul modello della cattedrale francese di Reims è ancora il monumento più importante della città; i turchi conquistatori distrussero tutti gli addobbi dell’interno, scoperchiarono le tombe dei Lusingano e spargendone le ossa.
La chiesa, nel suo inconfondibile stile gotico, fu trasformata in moschea, intitolata a Lala Mustafa Pasa, comandante delle truppe vincitrici sugli infedeli e carnefice di Bragadin.

L'esterno della cattedrale, più suggestivo dell'interno (che comunque ha belle vetrate colorate), è pieno di rosoni e decorazioni molto “ricamate”.
Oggi la facciata è ancora stupenda, nonostante le due torri mozzate, ed il minareto che è stato eretto a fianco di una torre, ma non si nota più di tanto. (foto sotto)

Entrando invece la sensazione è veramente strana; la struttura gotica appare ancora più imponente, tutta dipinta di bianco e priva di qualsiasi ornamento. I turchi hanno solo aggiunto il mihrab, orientato verso La Mecca, e il minbar; i pavimenti sono coperti di tappeti.

A fianco della chiesa sorge un imponente albero di sicomoro che risalirebbe al trecento, che è l’albero più vecchio di Cipro; poco più in là si erge la colonna alla quale sarebbe stato legato Bragadin durante il supplizio.

 

Passeggindo per Famagosta e superate le imponenti rovine di San Giorgio dei Latini e la Porta del Mare, sorvegliata da un grande leone veneziano, raggiungiamo la Cittadella, conosciuta come Torre di Otello.
Il legame tra il personaggio di Shakespeare e questo castello risale al periodo dell'occupazione inglese ed è dovuto al solo fatto che l'Otello è ambientato in un porto di Cipro. Può darsi che l'autore, sapendo che un governatore di Cipro si chiamava Cristoforo Moro, abbia usato il suo cognome nel senso di “scuro di pelle” e rendendo il suo personaggio di colore.

La mia esplorazione di Famagosta prosegue con un giro attraverso le numerose chiese in rovina di cui è costellata la città vecchia.

Tutt'intorno si snodano stradine piene di negozietti con mercanzie d'impronta naturalmente turca: la differenza con la parte greca dell'isola qui è molto marcata, sembra di essere in un paesino dell'interno della Turchia.

Famagosta, pur essendo una cittadina turistica mi è parsa una cittadina “vera” ed il suo fascino stà proprio in questo.

La gente di Famagosta e più in generale di Cipro Nord, si è dimostrata molto accogliente ed affettuosa, senza diventare invadente ed anche i venditori del mercato, pur essendo molto disponibili a fornire indicazioni sulle loro mercanzie, non hanno mai insistito per vendere la loro mercanzia o per entrare nel loro negozio.

Il racconto del mio viaggio a Cipro nord continua su: Viaggio a Cipro Nord (quarta parte), mentre se volere leggere questo racconto dall'inizio, dovete andare al seguente articolo: Viaggio a Cipro Nord (prima parte)

Se volete vedere i filmati che ho girato nell’area archeologica di Salamis, nella penisola di Karpaz e durante il mio viaggio a Cipro Nord, vi suggerisco di cliccare su: www.youtube.com/inguaribile, mentre se volete vedere le fotografie che ho scattato, vi rimando a: www.flickr.com/inguaribile

Alla prossima meta.
inguaribile.viaggiatore(at)yahoo.it

SCHEDA TECNICA FAMAGOSTA - CIPRO NORD

Per ulteriori informazioni:
Ufficio turistico di Cipro Nord in Italia
Via Torino 118 ROMA
Tel. 06.4871190 - 06.4871393 Fax 06.4882425
Email: as@trncitalia.it

Come si raggiunge:
In aereo: Cipro Nord è collegata tutto l’anno all’Italia con i voli di linea della Turkish airlines, con scalo a Istanbul. In primavera ed in estate il tour operator "I Viaggi delle Pleiadi" (www.viaggidellepleiadi.com) organizza dei voli charter per Cipro Nord che partono da Bergamo.

Ambasciata:
Ambasciata d’Italia a Cipro (competente anche per Cipro Nord)
25th March Street, 11
2408 Engomi – Nicosia
P.O. Box 27695 Cyprus
Telefono: 00357-22-357635 / 358258 - Fax: 00357-22-357616
Email: ambnico.mail@esteri.it
Web: www.ambnicosia.esteri.it

Documenti: Per i cittadini dell’unione europea (quindi anche per gli italiani) che vogliono recarsi a Cipro Nord è sufficiente la carta d'identità valida per l'espatrio.
Fuso orario: +1 rispetto l’Italia
Voltaggio energia elettrica: La corrente elettrica è di 240 V, 50 Hz. Essendo Cipro Nord una ex colonia inglese, le prese sono quelle presenti in Gran Bretagna.
Valuta: Nuova lira turca (1 euro = 2,49892 lire turche) ma gli euro sono accettati dovunque.
Vaccinazioni obbligatorie: Nessuna.
Periodo consigliato per visitare Famagosta e Cipro Nord: Tutto l’anno per le visite storico-culturali - Dalla primavera all’autunno per il turismo balneare.