Cattedrale della Santa Croce e Sant'Eulalia

Salve inguaribili viaggiatori
continuiamo oggi a raccontarvi della città di Barcellona e più precisamente della Cattedrale della Santa Croce e Sant'Eulalia

Insieme al presbiterio, l’abside è la parte più antica della Cattedrale della Santa Croce e Sant'Eulalia. Dalle sue dieci cappelle, la più interessante è quella dedicata a San Benito (la terza partendo dall’uscita in direzione del chiostro), che contiene la serie restaurata di pannelli conosciuta come Transfiguraciò (Trasfigurazione) di Bernat Metge (morto nel 1452), uno dei migliori artisti catalani del tempo. I pannelli raffigurano vari episodi della vita di Cristo. Nella Capella de les Animes del Purgatori (Cappella delle Anime del Purgatorio), nel transetto di nord-est, un ascensore vi porta alla cupola della cattedrale (il biglietto si compra all’entrata del coro).

Le passerella vi permettono di visitare il tetto della Cattedrale della Santa Croce e Sant'Eulalia e godervi uno splendido panorama di Barcellona. State attenti ai gabbiani e portatevi un ombrello se piove. Da qui, una scaletta da attacco claustrofobico permette di salire sulla torre principale.

Ridiscesi all’interno della Cattedrale della Santa Croce e Sant'Eulalia, uscite per dare un’occhiata alla Porta de Sant lu, primo esempio di arco orgivale del Gotico catalano. Le targhe alle pareti confermano che la costruzione della cattedrale iniziò nel 1298. Tornati all’interno della Cattedrale della Santa Croce e Sant'Eulalia, attraversate il transetto in direzione del chiostro. Prima di uscire, lanciate uno sguardo alle tombe del Conte Ramon Berenguer I e della moglie, sulla sinistra. Subito accanto, l’entrata alla moderna sacrestia.

Qui si trova il Tesoro della cattedrale della Santa Croce e Sant'Eulalia, che non è purtroppo aperto al pubblico. Il chiostro alberato è un piacevole paradiso, nel quale si entra grazie a una porta che risale alla cattedrale romanica (ciò appare evidente se la si osserva dal chiostro).

Durante la processione del Corpus Domini, una delle fontane del chiostro viene addobbata di fiori, e un guscio d’uovo vuoto (simbolo dell’ostia consacrata) viene lasciato danzare sull’acqua. Questa ou com balla (danza dell’uovo) fa parte delle tradizioni religiose della città almeno dal XVIII secolo.

Le 13 anatre che qui risiedono rappresentano (secondo la dottrina locale) gli anni di martirio di Santa Eulàlia e fungono come la versione starnazzante di un cane da guardia, di notte. Parecchie cappelle di particolare interesse delimitano il chiostro. La seconda da sinistra dopo essere usciti dalla cattedrale della Santa Croce e Sant'Eulalia è dedicata alla Verge de la Llum (Nostra Signora della Luce), patrona dell’elettricità e delle acque.

Una messa si tiene nella cappella ogni prima domenica del mese. Proprio di fronte a voi, sul lato occidentale de chiostro, vi è una cappella dedicata alla memoria del 930 preti e agli altri ordini religiosi uccisi durante la guerra Civile Spagnola (1936-1939).

Sul lato nord, la sala capitular (capitolo), che ospita un negozio e, in un ambulacro vicino, una collezione moderna di dipinti religiosi e pale d’altare. Il fonte battesimale dell’XI secolo accanto alla cassa del negozio di souvenir è un raro pezzo romanico a forma di quadrifoglio.

La capella di Santa Llùcia, anch’essa di epoca romanica, occupa l’angolo nord-occidentale del chiostro. Se si imbocca la strada verso l’uscita e si guarda indietro, ci si accorge chiaramente che si tratta di una struttura separata, assorbita poi dal progetto gotico. Segnano l’uscita la semplice e bassa facciata e gli archi semicircolari sulla porta e sulle finestre.

Dall’altra parte della cappella si trova la Casa de l’Araldica, o casa dell’arcidiacono, oggi usata come archivio (chiuso al pubblico). Entrate e salite le scale per apprezzare la tranquillità del suo cortile quattrocentesco. Al di là di una porta a vetrate si osserva ciò che resta delle mura romane de IV secolo a.C. a ridosso delle quali venne costruito l’edificio medievale.

Palau Episcopal, in carrer del Bisbe Irurita, ha anch’esso un bellissimo cortile. Potete dare un’occhiata al suo interno se i cancelli sono aperti. Sull’altro lato di Plaça de la Seu si trova Casa de la Pia Almoina, un tempo ospizio di carità che distribuiva centinaia di pasti al giorno ai bisognosi e oggi sede del Museu Diocesà (Museo Diocesano).

All’interno una magra ma ben preservata collezione di opere religiose di epoca romanica e gotica,, che comprende pannelli d’altare, busti in legno (principalmente della Vergine con Bambino) e crocifissi. Di maggiore interesse le pitture restaurate del 1122 al primo piano e un pannello d’altare di Bernat Martorell che rappresenta Giovanni il Battista (datato intorno al 1420) al secondo piano.

La Pia Almoina fu costruita su quel che restava delle mura e delle torri romane, che si possono ammirare ancora oggi.

Le candele vengono tenute costantemente accese difronte alle cappelle della cattedrale.

I vicoli intorno alla Cattedrale della Santa Croce e Sant'Eulalia fungono spesso da palco improvvisato per musicisti di strada.

Il racconto del viaggio a Barcellona lo potere trovare nel seguente articolo: Un inguaribile viggiatore a Barcellona, mentre l'inizio della descrizione della sua Cattedrale la potere leggere nel seguente articolo: Cattedrale della Santa Croce e Sant'Eulalia.

L’inguaribile viaggiatrice Irene Milito
inguaribile.viaggiatore(at)yahoo.it