Cattedrale della Santa Croce e Sant'Eulalia

Salve inguaribili viaggiatori
fin dai primissimi giorni della cristianità una chiesa ha occupato il sito. Il primo vescovo importante della città, Pretextat (circa 343 d.c.) celebrava la messa in una piccola paleo-cristiana costruita nel IV secolo. Il conte Ramon Berenguer I e la consorte, Almodis, presidiarono la consacrazione della sostituta in stile romanico nel 1058, atto che confermò la supremazia dei conti di Barcellona sui territori cristiani di Catalogna.

L’imponente facciata gotica dell’attuale Catedral de la Santa Creu i Santa Eulàlia si mostra quasi all’improvviso; fu completata insieme al campanile centrale verso la fine dell’Ottocento. Forse è un poco deludente, ma gioca a sua favore il fatto che si basa su un progetto del primo Ottocento. Nel 1298 iniziarono i lavori alla cattedrale gotica e la precedente chiesa romanica venne lentamente smantellata. Fu necessario arrivare al 1460 per completare i lavori, tranne che per la facciata e i campanili.

Gran parte del ritardo era dovuto alla tragicità degli eventi accaduti in quegli anni. Il freno più devastante fu la Peste (1348), che riapparve parecchie volte nel corso del XIV secolo e decimò la popolazione di Barcellona. La guerra civile, le onerose conquiste e ribellioni nel Mediterraneo non furono d’aiuto.

Comunque, il lavoro finalmente ebbe termine e la cattedrale che ne risultò era lunga 93 metri, larga 40 e alta 93; il campanile era alto 53 metri e la torre principale domina una statua di Cristo, circondato dagli Apostoli.

La facciata della Cattedrale, una reminiscenza delle grandi cattedrali francesi, è di per sé insolita. In pietra lavorata a pizzo, con pennacoli, gargolle e altre decorazioni si contrappone all’austerità non solo del resto della chiesa, ma anche alle altre chiese gotiche e agli edifici non religiosi di Barcellona.

All’interno della cattedrale si entra nella navata centrale, mentre in quelle laterali si aprono alcune cappelle. Quante si incastonano perfettamente nella struttura grazie a un sistema di archi rampanti che tiene in piedi tutto l’edificio.

A sinistra dell’entrata, il battistero. Si dice (ma pochi ci credono) che in questo fonte battesimale venissero battezzati i nativi Americani condotti dal Nuovo Continente da poco scoperto da Cristoforo Colombo.

A destra dell’entrata della cattedrale si apre una delle cappelle più rappresentative, la Cappella del Sant Crist de Lepant, del Santissim Sagrament i de Sant Oleguer (del Cristo di Lepanto, del Santo Sacramento e di San Olegario). La figura del Cristo Crocifisso sull’altare fu portata in battaglia contro i Turchi come stendardo di Don Juan d’Austria nello scontro navale a Lepanto del 1571.

Sembra che durante lo scontro la figura si sia mossa per scansare una palla di cannone turca, assumendo così quella posa un tantino strana che ha ora. Il coro occupa buona parta della navata centrale, con splendidi itarsi in legno che valgono una visita più prolungata per la maestria dei suoi artigiani.

Alcuni incisioni rappresentano scene della Passione e della Morte di Cristo. Gli stemmi appartengono invece alla sala d’adunanza di Barcellona dell’Ordine del Vello d’Oro, le cui riunioni si tenevano qui nel 1519 presidiate dall’Imperatore Carlo V. Particolarmente belle sono le sculture (soprattutto quella della Vergine Maria e del Cristo Bambino) sul pulpito in legno, sul lato dell’altare, nel coro. Sull’altro, bassorilievi rinascimentali che rappresentano la vita di Santa Eulàlia.

Di fronte al coro della cattedrale, si apre una scalinata che conduce alla cripta, che ospita lo splendido sarcofago in alabastro di Santa Eulàlia, patrona di Barcellona. La triste storia del suo terribile martirio, che si ritiene ebbe luogo nella Barcellona pre-cristiana all’inizio del IV secolo, viene raccontata sui pannelli che compongono il sarcofago funerario.

Secondo uno studio recente, uno scultore pisano, Lupo di Francesco, realizzò l’opera nel 1327. Sovrastante la cripta, l’altare al centro del presbiterio si erge su due massicci capitelli visigoti che si sono preservati dalla chiesa originaria. Alle sue spalle, la catedra in alabastro del Duecento, il seggio che simboleggia il potere spirituale del vescovo e la devozione dei fedeli nei confronti del successore di San Pietro. Da ciò deriva il termine cattedrale.

Il racconto delle Cattedrale di Barcellona, continua nell'articolo: Santa Croce e Sant'Eulalia.

L’inguaribile viaggiatrice Irene Milito
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