Adlesici: The slovenian way

Adlesici: The slovenian way

Salve inguaribili viaggiatori
way in inglese indica sia la strada che il modo di vivere. E il modo di vivere a Bela Krajina è come le loro strade: perfette e perfettamente delineate, dominate parzialmente o in toto dalla natura (a volte sono coperte da alberi così alti che fanno da tetto al cielo) pulitissime e praticamente da film. Fatte per un'andatura giustamente moderata, altrimenti sarebbe impossibile godere il dolce pendio del paesaggio.

E per una vita dolcemente lenta: nessun assembramento di persone, in una parte del paese fatta comunque di tanti piccoli centri (del resto la stessa capitale Lubiana ha meno abitanti di Catania), ma verde ovunque, come se la natura ci tenesse a ricordare all'uomo la primogenitura del suo dominio.

E lo sloveno sembra saperlo: il suo rapporto con la natura è fortissimo, nel ristorante in legno dove mangiamo circondati dai fiori e quando andiamo da Berryska, la più importante distilleria slovena che produce oli essenziali, liquori e cioccolata in perfetta armonia con la natura, e dalla natura che la circonda ricava anche brandy, poi invecchiato in botti di quercia, e marmellate.

Ad Adlesici vediamo l'antica lavorazione del lino, dalla pianta al tessuto vero e proprio, con i macchinari di 200 anni fa.

Ci vogliono circa 5 ore, ogni gomitolo costa 20 euro e il prodotto è rigorosamente bianco perché considerato da sempre più adatto e attraente per le donne slovene. Nada Cvitkovic, l'artigiana che incontriamo, ha anche un piccolo museo del lino, liberamente visitabile su prenotazione, con i numerosi premi vinti per la sua attività di tessitrice e alcuni dei tessuti più belli. Un museo semplice e ottimamente tenuto. E negli spazi accanto al museo si fa anche la colorazione delle uova.

Già, la tradizionale colorazione delle uova, una delle più importanti tradizioni del luogo. È un lavoro certosino, di passione e di pazienza, insieme lento e frenetico perché lo strumento a punta d'inchiostro per disegnare va continuamente ricaricato di scaglie di cera che diventano liquide al contatto del fuoco di una candela! Alle rifiniture finali, per fortuna, ci pensa Nada, che riesce ad abbellire anche i piccoli sgorbi di chi con la pittura è negato.

Nata nel medioevo come pegno d' amore delle ragazze nobili ai loro desiderati mariti, la decorazione delle uova è diventata un simbolo dell' amore per questa regione, portando i turisti a seguire i suoi ritmi tranquilli e a contatto con la natura. Sempre grazie a Nada, torneremo con degli splendidi monili in regalo da questa avventura.

L’inguaribile viaggiatore Modestino Picariello
inguaribile.viaggiatore(at)yahoo.it